Travel Dreams

di Anna Franchina
Travel Dreams

Di rientro da un breve weekend a Londra ho per la prima volta sperimentato un tragitto in bus verso l’aeroporto di Stansted al posto del canonico treno, dato che il servizio risultava momentaneamente sospeso.

Mi sono ritrovata così ad osservare, rapita, le auto sfrecciare nel paesaggio piovoso, interrogandomi se mai avrei trovato il coraggio di utilizzare la mia pluriventennale patente per azzardare un noleggio auto in una città con la guida al contrario. Man mano che i miei occhi curiosi assimilavano le guida a destra e le corsie tutte rovesciate non trovandole poi così difficili da interpretare, la mia mente ha rincorso il pensiero di quanto in Italia siamo catapultati in una dimensione di tragitti sempre molto vincolati all’autonomia personale del singolo individuo in termini di mezzi di locomozione e di quanto invece, le grandi città (soprattutto estere) abbiano strutturato il tragitto verso il luogo di destinazione molto più alla portata di tutti, locali e turisti.

La facilità con cui mi sono mossa, in questo weekend di piacere nella città, è stata un toccasana per una car-addicted come me: mi sono divertita a saltare da un mezzo all’altro senza stress alcuno, girando con entusiasmo alla scoperta di luoghi nuovi senza l’ansia di tardare a causa di un blocco del traffico [anche se lo ammetto, la mia italianitudine all’idea di prendere il bus in direzione dell’aereoporto un po’ di ansietta me l’ha fatta salire] salvo poi essere clamorosamente smentita dall’immancabile puntualità inglese. Questa volta applicata non solo alle quattro ruote del bus ma, in maniera sorprendente, anche al volo partito in orario.

Tutto questo per riflettere insieme su quanto, un buon servizio di collegamento, influisce positivamente sul benessere mentale delle persone: certo, la calca negli orari di punta esiste anche nelle metro, ma vuoi mettere la differenza nell’impegno mentale del dover guidare contro l’affrontare un po’ di folla ma avere qualcuno che guida al tuo posto recuperando quel tempo per te e te solo?

Il tasso di infortuni ed incidenti che occorrono sulle strade in Italia è decisamente molto alto e le conseguenze spesso gravissime: quanto un buon servizio di collegamento con le zone industriali delle città potrebbe influire nel ridurre questi numeri? A mio parere molto. Le aziende si impegnano nel trovare soluzioni che supportino, ma un servizio centralizzato e coordinato, calibrato sulle esigenze di una città che vuole supportare i propri cittadini farebbe veramente la differenza. Guardiamo solo anche alle piste ciclabili, quanto sono sviluppate rispetto ad altri paesi d’Europa e quanto agevolerebbero anche la popolazione studentesca se asservite ai poli scolastici, dai più piccini ai più grandi.

Da guidatrice di automobili appassionata ammetto di aver particolarmente gradito il poter abbandonare per qualche giorno l’uso dell’auto ed aver potuto contemporaneamente dedicare ore alla visita di una città che non stupisce mai.

Chissà forse un domani non troppo lontano, anche noi riusciremo ad abbracciare in Italia una mentalità più al servizio del cittadino, delle famiglie, degli studenti e dei lavoratori, supportando in maniera proattiva anche una drastica diminuzione degli incidenti stradali. Senza dimenticare l’indubbio vantaggio per l’ambiente e per il portafoglio nell’optare per una soluzione mobile a impatto estremamente contenuto, che indirettamente ci permetta anche di mantenerci in forma e poter apprezzare le skyline da un punto di vista alternativo ed entusiasmante.

 

 

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